Il ruolo degli anziani come risorsa attiva della società, le difficoltà economiche e sanitarie della terza età e le nuove sfide del welfare sono stati al centro del convegno “Il terzo settore e le politiche sociali per gli anziani”, promosso da CNA Pensionati e tenutosi questa mattina al Circolo ufficiali di Palermo. Un momento di confronto che ha messo insieme rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e dell’impresa, con un messaggio chiaro: serve un cambio di paradigma nel modo di guardare all’invecchiamento della popolazione.
Ad aprire i lavori è stato Nunzio Cirrito, presidente di CNA pensionati Palermo, che ha sottolineato come i pensionati non siano soltanto destinatari di politiche assistenziali, ma una componente fondamentale della comunità. Un patrimonio di competenze, esperienza e valori che può continuare a dare un contributo concreto allo sviluppo sociale ed economico, soprattutto in una fase storica segnata da profondi cambiamenti demografici.
Tra gli interventi più sentiti quello di Mimmo Provenzano, presidente di CNA Palermo, che ha parlato da pensionato e da imprenditore: «Viviamo problemi reali, ma abbiamo anche un ruolo importantissimo da continuare a svolgere. Molti mestieri si stanno perdendo. Con l’intelligenza artificiale si può fare ormai tutto, ma noi artigiani con le mani sappiamo creare cose che nessuna tecnologia potrà sostituire». Un richiamo forte alla tutela del sapere artigiano e al valore del lavoro manuale.
Sul fronte delle politiche sociali, l’assessora comunale Mimma Calabrò ha rilanciato una visione concreta: «Per adesso come Comune abbiamo un solo centro per anziani. Il mio sogno è realizzarne uno in ogni circoscrizione», indicando la necessità di servizi di prossimità capaci di contrastare solitudine ed emarginazione.
Più ampio lo sguardo tracciato dal deputato regionale Mario Giambona, che ha evidenziato le contraddizioni tra politiche pubbliche e realtà demografica: «Con 100 giovani ogni 300 anziani è impensabile non considerare la terza età una risorsa. Eppure un pensionato su tre vive con meno di mille euro al mese. La sanità è un altro nodo cruciale: se non si riesce a mettere la pentola sul fuoco, come può un anziano curarsi? Un anziano su cinque oggi rinuncia alle cure».
A livello nazionale, la senatrice Dolores Bevilacqua ha ricordato la proposta della pensione di cittadinanza e illustrato nuove prospettive come il silver cohousing: «Troppi anziani muoiono da soli. Vivere insieme, in un modello già diffuso nel Nord Europa, significa reciproca tutela». Un progetto che prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro l’anno e che punta a rispondere a un’emergenza resa più acuta dall’allungamento della vita media e da un welfare in affanno. «Su questi temi – ha aggiunto – la politica dovrebbe essere trasversale».
Il ruolo del terzo settore è stato approfondito da Andrea Ciarini, presidente di ImpresaSensibile, fondazione nata in seno alla CNA e iscritta al RUNTS: uno strumento per avviare nuovi progetti, intercettare risorse e accompagnare la transizione senza sacrificare l’artigianato. «La digitalizzazione non può uccidere il mondo delle mani. Dobbiamo rendere la transizione desiderabile per tutti».
A chiudere il quadro è stato Lorenzo Marchetti, presidente CNA pensionati nazionale, che ha ricordato il valore storico e sociale della CNA: «Nel mondo ci sono due miliardi di persone senza accesso all’acqua potabile e 150 conflitti armati. In Italia migliaia di poveri assoluti. La CNA è una forza sociale: lo è per statuto e per storia». Da qui l’invito a sostenere ImpresaSensibile anche attraverso il 5 per mille.
Spazio infine alle prospettive locali con l’annuncio di Mimmo Provenzano su un incontro con Legacoop e Comune per il social housing: l’obiettivo è recuperare beni confiscati alla mafia – circa 800 a Palermo – da ristrutturare e destinare all’abitare sociale. E con Carmelo Tudisco, segretario di CNA Pensionati Palermo, arriva il messaggio conclusivo: «Dobbiamo cambiare paradigma. L’anziano non è solo bisognoso di assistenza, ma parte attiva della società». In quest’ottica, sono in programma corsi di alfabetizzazione digitale per rendere le persone anziane più autonome nei rapporti con le istituzioni.
Con il mancato accoglimento degli emendamenti in materia, presentati al decreto “Milleproroghe”, resta confermato il termine del 31 marzo 2025 per adempiere all’obbligo di stipula di polizze contro i rischi catastrofali e le calamità naturali da parte della generalità delle imprese italiane.
Dunque, quasi quattro milioni di imprese – micro, piccole, medie e grandi – avrebbero a disposizione poco più di un mese per sottoscrivere polizze di particolare complessità, per le quali si è, peraltro, ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta del previsto decreto attuativo. Si tratta con tutta evidenza di una tempistica impraticabile.
CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti e Confcooperative chiedono, dunque, che il governo intervenga in sede di maxi-emendamento prevedendo una proroga adeguata, anche in considerazione dell’emendamento di proroga al 31 dicembre 2025 intanto approvato in Commissione per i soli settori della pesca e dell’acquacoltura.
L’INPS ha reso note le istruzioni per la presentazione, entro il 1° maggio 2024, delle domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, di cui al D.Lgs n. 67/2011, per coloro che perfezionano i requisiti per l’accesso al trattamento pensionistico durante il 2025.
I soggetti interessanti possono accedere purché abbiano svolto almeno una delle lavorazioni previste dall’art. 1, co.1, D.Lgs n67/20211 per almeno sette anni negli ultimi dieci o, in alternativa, almeno metà della vita lavorativa complessiva. I soggetti a cui è rivolta la misura sono coloro che abbiano svolto una delle seguenti mansioni:
La domanda per il riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti può essere presentata anche da lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano svolto tali attività e che raggiungono il diritto alla pensione con il cumulo della contribuzione versata in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi (ART-COMCD/CM).
In tali casi, l’accesso al pensionamento avverrà al perfezionamento dei requisiti richiesti per i lavoratori iscritti alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi. È data, comunque, facoltà, ai soggetti interessati, di escludere tale contribuzione con la quale liquidare – successivamente – un supplemento di pensione, al perfezionamento dei requisiti richiesti dalla legge.

Ai fini del requisito, è utile presentare tutta la contribuzione obbligatoria, escludendo i periodi totalmente coperti da contribuzione figurativa. Non è necessario, invece, che i periodi di svolgimento dell’attività usurante siano continuativi, né che l’interessato abbia svolto attività usurante nell’ultimo anno . I requisiti anagrafici vigenti non saranno adeguati agli incrementi dell’aspettativa di vita fino al 31 dicembre 2026.
La documentazione richiesta può essere consultata al seguente link:
La domanda va presentata entro il 1° maggio 2024; la presentazione con ritardo comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato per un periodo massimo di tre mesi. Sia la domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio, che la successiva domanda di pensione, possono essere inviate tramite la procedura di AdCives.
Contatta i nostri uffici per ricevere assistenza nella presentazione della domanda.
In data odierna, 17 gennaio, è stato pubblicato il prezziario unico per i lavori pubblici per l’anno 2024 della Regione Siciliana, in ottemperanza all’articolo 10 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12, come modificata dalla Legge regionale 12 ottobre 2023, n.12 e dell’articolo 24 del Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 31 gennaio 2012, n. 13.
Di seguito è possibile consultare il decreto e le relative tabelle dei prezzi aggiornate, in corso di validità a partire dal 18 gennaio 2024 e fino al 31 dicembre dello stesso anno, così come pubblicate dal governo regionale.