Assegnati i premi
de ‘La Chioma
di Berenice’

Si è tenuta lunedì 11 luglio, presso il Teatro 1 degli studi Cinematografici di Cinecittà a Roma, la XXIII edizione del Premio Internazionale Cinearti ‘La Chioma di Berenice’, promosso da CNA Benessere e Sanità e CNA Cinema e Audiovisivo e dedicato alla valorizzazione dell’opera dei maestri artigiani del cinema italiano.
Alla cerimonia di consegna presenti il presidente nazionale di CNA Dario Costantini, i presidenti di CNA Benessere e Sanità Massimiliano Peri e CNA Cinema e Audiovisivo Gianluca Curti, il presidente del Premio, Graziella Pera, il direttore artistico, Antonio Flamini, e molte personalità del cinema, della cultura e delle istituzioni, tra le quali il Senatore Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione cultura del Senato.
Nell’intervento di saluto, Costantini ha sottolineato che “non va mai data per scontata la vostra arte. Frutto di sacrifici, di formazione, di fantasia ed intelligenza” e non va mai data per scontata “l’importanza delle vostre mani e di quello che le vostre mani hanno fatto per renderci orgogliosi del nostro paese nel mondo. La CNA sarà sempre al vostro fianco, grata ed orgogliosa di voi”.
Alla serata, condotta da Carolina Rey e Roberto Ciufoli, hanno partecipato i membri di giuria, presieduta da Gianni Quaranta, e tutte le maestranze e gli artisti premiati.
Sono stati consegnati anche i premi alla carriera per Ninetto Davoli, Nancy Brilli, Pupi e Antonio Avati.
La premiazione è stata anche l’occasione per ricordare gli artisti che hanno reso grande il cinema italiano: Monica Vitti, Pier Paolo Pasolini, Carlo Lizzani e Mauro Bolognini, Adolfo Celi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi.

Formazione,
gli enti contro il rischio di oligopolio
nel settore.

PALERMO – “Queste organizzazioni datoriali, che congiuntamente rappresentano oltre il 90% delle strutture impegnate nel settore dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale in Sicilia, ritengono che il tavolo di programmazione dei percorsi destinati ai giovani minorenni siciliani abbia solo parzialmente affrontato le questioni che riguardano l’imprescindibile necessità di riordinare il sistema della istruzione e formazione professionale in Sicilia (IeFP). Un settore, molto delicato che offre concrete opportunità ai nostri giovani, preparandoli ad affrontare il futuro attraverso l’acquisizione di mestieri spendibili nel mondo del lavoro”. È questa la posizione espressa dai rappresentanti degli enti di formazione riuniti sotto le sigle Anfop Sicilia. Forma Sicilia, Federterziario Scuola, Forma.Re e Asef, all’esito del tavolo convocato dall’assessore alla Formazione professionale Alessandro Aricò ieri primo luglio.
“Queste organizzazioni – prosegue la nota dei datoriali – hanno anzitempo rappresentato la questione all’odierno assessore attraverso un documento volto trovare opportune soluzioni atte a colmare le sperequazioni ad oggi presenti nell’ambito dell’offerta formativa regionale. Un sistema che attualmente vede concentrato il finanziamento dell’offerta formativa in capo a pochissimi soggetti in grado di influenzare la tipologia dell’offerta stessa, i profili professionali e le modalità di gestione delle commesse”.
I datoriali spiegano qual è il cuore del problema. “Il rischio che il sostanziale regime di oligopolio si trasformi in abuso di posizione dominante, da parte di taluni Enti di formazione – spiegano -, non solo mina l’interesse generale, ovvero quello di offrire agli studenti la massima pluralità nell’offerta formativa, a garanzia della qualità e diversificazione della stessa, ma evita inoltre che un pubblico servizio, come l’istruzione, diventi un vero e proprio business.
“L’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante – ricordano d’altronde le sigle di rappresentanti degli enti – all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante, per la legge italiana è considerato atto vietato. Tale principio è stabilito non solo da diverse direttive europee in materia ma anche dalla legge regionale sulla formazione professionale secondo cui la Regione deve ‘applicare i principi di parità di trattamento, di trasparenza, di proporzionalità, di mutuo riconoscimento nella selezione degli enti attuatori e la relativa assegnazione dei finanziamenti’. Riteniamo, quindi, che l’abuso di posizione dominante è pericoloso perché assegna a pochi un potere economico e politico che trasforma il settore in un oligopolio.
“Rimaniamo disponibili ancora al confronto – spiegano gli enti di formazione – ma non accettiamo che un’associazione di categoria minacci il ricorso amministrativo per favorire un sistema oligarchico. Noi, per cultura, siamo per la più ampia partecipazione al sistema di istruzione pubblica. Siamo consci che la legge vieta tutto ciò attraverso un sistema atto a evitare il precostituirsi di una posizione dominante, siamo disponibili ad adire le vie legali – concludono -per salvaguardare un settore importante della formazione professionale.

da livesicilia.it

Nuovi fondi dalla Regione
per la formazione professionale,
altri 12 milioni per l’Avviso 8.

La Regione mette a disposizione ulteriori 12 milioni di euro per finanziare altri ventuno progetti legati all’Avviso 8 di formazione professionale mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia. La nuova graduatoria, che sarà pubblicata domani, martedì 17 giugno, autorizza così un totale di 156 progetti proposti da circa 50 enti e finanziati con 136 milioni di euro dal Fondo sociale europeo.
“È un provvedimento molto atteso – evidenzia l’assessore regionale alla Formazione professionale Alessandro Aricò – attraverso il quale si risponde positivamente alle istanze del territorio con un cospicuo finanziamento. Diamo una boccata d’ossigeno a un settore fortemente penalizzato dalla pandemia e che intende investire nella ripresa e nella crescita del nostro tessuto produttivo. Attraverso l’Avviso 8, la Regione Siciliana – prosegue il componente del governo Musumeci – si propone di fornire ai giovani nuove e più moderne competenze professionali e concrete possibilità di inserimento occupazionale, grazie a percorsi formativi promossi in sinergia con gli enti tradizionalmente preposti”.
La rimodulazione
La definizione della graduatoria rimodula nuove risorse per oltre 12 milioni di euro che rendono possibile il finanziamento di ulteriori 21 progetti proposti da 16 enti di formazione. La graduatoria definitiva sarà pubblicata sul sito del dipartimento della Formazione professionale.
Progetti per circa 120 milioni di euro
Ad oggi, gli enti di formazione professionale hanno presentato progetti per un finanziamento totale di circa 120 milioni di euro. In provincia di Agrigento sono stati avviati con questa misura 111 corsi, 40 nel territorio provinciale di Caltanissetta, 215 nel Catanese, 61 nell’area di Enna, 178 in provincia di Messina, 357 nel Palermitano, 42 nel territorio di Ragusa, 43 a Siracusa e 117 nel Trapanese. Parliamo di un totale di 1.164 corsi che, da settembre, accoglieranno tanti giovani siciliani. Si prevede il coinvolgimento di circa 15 allievi per classe, con una potenziale platea di oltre 17 mila siciliani. Un’occasione per l’acquisizione di competenze e qualifiche utili all’inserimento nel mercato di lavoro anche per tanti neet, soggetti che non studiano e non sono impegnati in attività lavorative e che in Sicilia alimentano ancora alte percentuali.

da blogsicilia.it

Si sblocca la formazione
professionale, nominati presidenti
delle commissioni.

“Nei giorni scorsi ho provveduto a nominare tutti i presidenti delle commissioni esaminatrici dei corsi di formazione professionale già conclusi da parte degli enti autofinanziati accreditati dalla Regione, azzerando virtualmente l’arretrato che si era accumulato durante gli ultimi mesi”. Lo dice l’assessore regionale alla Formazione Professionale, Alessandro Aricò. “Sono 56 i presidenti di commissione nominati – aggiunge – che adesso provvederanno in tempi rapidi ad esaminare gli studenti che avevano completato le ore relative ai corsi di formazione espletati”. La situazione era in stand by per via delle dimissioni dell’assessore Roberto Lagalla, candidato ed eletto sindaco di Palermo lo scorso 12 giugno. A subentrargli in giunta regionale proprio Aricò.

da blogsicilia.it

Obblighi di trasparenza
dei contributi pubblici

Le imprese che hanno ricevuto dei contributi pubblici, per la normativa sulla trasparenza dei contributi pubblici, hanno l’obbligo di darne pubblicità.
Con la legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017, modificata dal c.d. “Decreto Crescita”, è stato introdotto per i soggetti percettori l’obbligo di rendere trasparenti:
• le sovvenzioni,
• i sussidi,
• i vantaggi,
• i contributi
• gli aiuti,
in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, di qualunque genere, ricevuti dalla Pubblica Amministrazione e dalle società in partecipazione pubblica o società controllate, direttamente o indirettamente, dalla Pubblica Amministrazione.
Di seguito l’elenco delle imprese che, per la normativa sulla trasparenza, pubblica i contributi pubblici ricevuti nel corso del 2021

1.. AUTO TRASPORTI MESSINA

2.. BOTINDARI CONCETTA

3. CAMPAGNA ROSELLA

4. CUSIMANO SALVATORE

5. FLAUTO GIUSEPPINA

6. HOLIDAY CAR RENTAL

7. MP GRAFICA DI MURGIA CARMELA

8. RISTORANTE PIZZERIA UMBERTO I

9. RIZZUTO GIOVANNI

10. SCAFIDI FILIPPO

11. SICILISSIMO INCOMING SRL

12. SINATRA CLAUDIO

13. TERRACCHIO MAURIZIO

14. GIUNTA ANTONIO

15. PUPILLO MASSIMO

16. COCO FABRIZIO

17. ANZALDI ANNA

18. LODICO CATALDO

19. SORELLE CULCASSI

20. GIACONIA GIUSEPPE

21. RIGGIO FRANCESCA

22. CENTRO ODONTOTECNICA MODERNA

23. SALVAGGIO RICCARDO

Obblighi di trasparenza
dei contributi pubblici

Le imprese che hanno ricevuto dei contributi pubblici, per la normativa sulla trasparenza dei contributi pubblici, hanno l’obbligo di darne pubblicità.
Con la legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2017, modificata dal c.d. “Decreto Crescita”, è stato introdotto per i soggetti percettori l’obbligo di rendere trasparenti:
• le sovvenzioni,
• i sussidi,
• i vantaggi,
• i contributi
• gli aiuti,
in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, di qualunque genere, ricevuti dalla Pubblica Amministrazione e dalle società in partecipazione pubblica o società controllate, direttamente o indirettamente, dalla Pubblica Amministrazione.
Di seguito l’elenco delle imprese che, per la normativa sulla trasparenza, pubblica i contributi pubblici ricevuti nel corso del 2020

1. BYEM SUD ESTINTORI

2. ROUND TRIP CONSULTING

3. HOLIDAY CAR RENTAL SRL 

4. TIPOGRAFIA DELL’UNIVERSITA’

5. LA VECCHIA GIUSEPPE

6. MANNO GIUSEPPE

7. MADONIE FOOD

8. VINCI ANGELA

9. BUSCARELLO GIOVANNI

10. CAMMARATA VINCENZO

11. FRATELLI IMPELIZZERI

12. PULEO VINCENZO

13. SICILIA COSTRUZIONI

14. COTTONE CROCIFISSA

15. GOLDEN CHICKEN

16. ONDA AZZURRA

17. PANIFICIO BONAFEDE

18. ANTISTA VINCENZO STEFANO

19. ANTO-CAR SAS DI SPITALE ANTONIO

20. AZZURRA SOC. COOP.

21. BEVACQUA DANIELE

22. BLASCO SRL

23. CAMMARATA ANTONIO

24. CAPRICCI DI GOLA SNC

25. CARMISANO ALDO MARIA

26. CERAMICHE BRACCO SRL UNIPERSONALE

27. CERAMICHE SEMOLA SAS

28. DL GROUP SOC. COOP.

29. FERRARELLO SANTO

30. GEO SERVICES TRIVELLAZIONI E SONDAGGI SRL

31. GIUNTA DI GIUNTA ANTONIO & C. SAS

32. IL MERCATINO DOC DI MOCCIARO ANTONINO

33. LA MACINA DELLE MADONIE SRL

34. LA PLACA GIUSEPPE

35. LO DICO CATALDO

36.  METI SNC

37. MOLISUD SRL

38. PALMERI ANTONINO

39. PANTINA ANDREA

40. PASSARELLO STEFANO

41. PUPILLO MASSIMO

42. RIGATUSO SANTO

43. SABATINO COSTRUZIONI SRL

44. SIMAR DI PANE GIUSEPPE

45. SORELLE CULCASI SRL

46. SOTTILE GIUSEPPE

47. SPITALIERI FRANCESCO

48. VISIONE SNC

49. FLAUTO GIUSEPPINA

50. AUTOTRASPORTI MESSINA

5 milioni alle nuove Pmi:
finanziamenti e contributi
a fondo perduto

“Proseguono le misure di sostegno messe in campo dalla Regione a favore del sistema produttivo siciliano colpito dalla pandemia. Anche le piccole e medie imprese che hanno avviato l’attività nel 2019 o nel 2020, con sede legale od operativa nell’Isola, infatti, possono beneficiare di finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto“. Ad annunciarlo il presidente della Regione, Nello Musumeci. L’agevolazione, fino a un massimo di 25 mila euro, viene concessa con procedura informatica sulla piattaforma dedicata https://sportelloincentivi.irfis.it/.

La dotazione finanziaria è di cinque milioni di euro, provenienti dal Po Fesr Sicilia 2014-2020. Il finanziamento (minimo 10 mila euro) è a tasso zero, prevede 48 rate e ha una durata complessiva di 72 mesi.

Per ogni domanda di finanziamento si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 5 mila euro per spese di sanificazione e adeguamento luoghi di lavoro (l’importo totale non deve comunque superare i 25 mila euro).

A gestire la piattaforma informatica e a curare l’istruttoria è l’Irfis, l’Istituto finanziario della Regione Siciliana.

Lo sportello online sarà aperto dal 12 ottobre all’11 novembre. La graduatoria sarà pubblicata sui portali: regione.sicilia.it (sezione assessorato Economia), irfis.it e euroinfosicilia.it.

Firmato il decreto
fondo impresa donna
40 milioni per investimento

“L’innovazione è la sfida principale che deve affrontare il Paese e per vincerla è determinante l’universo femminile”. Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, partecipa all’assemblea di CNA Impresa Donna, e sottolinea la necessità per la società italiana di “cambiare, crescere culturalmente” e in questo processo le donne devono offrire un contributo determinante perché “sono più aperte al cambiamento e sono più creative”. Non sono parole retoriche e tantomeno un cortese omaggio ma una verità che deve essere declinata nelle scelte per guardare al futuro con ottimismo. Silvestrini e la presidente di CNA Impresa Donna, Maria Fermanelli, sono stati intervistati dalla giornalista del Corriere della Sera Antonella Baccaro dopo il messaggio inviato dalla Ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti che ha espresso apprezzamenti alla CNA per i contributi positivi e la collaborazione nella costruzione di un ambiente nuovo, per ridurre le disparità di genere. “E’ necessario promuovere il femminile anche nell’imprenditoria – ha detto Bonetti – sviluppando adeguati strumenti di welfare”.

Maria Fermanelli ha evidenziato che “la vera sfida è portare le tutele esistenti nel lavoro dipendente anche nel lavoro autonomo. E’ complicato, complesso ma è la strada da intraprendere”. La presidente di CNA Impresa Donna ha poi evidenziato il ruolo delle piccole imprese. “La nostra indagine mostra che nelle micro imprese sostanzialmente non esiste disparità retributiva tra uomini e donne. Le piccole attività sono portatori di opportunità, dobbiamo uscire dal luogo comune che sono un ostacolo allo sviluppo. Non è vero che tutti i piccoli imprenditori vogliono crescere – ha detto – invece è assolutamente vero che tutti vogliono diventare migliori”.

Per Silvestrini la fase che stiamo vivendo “ci ha fatto scoprire di nuovo parole dimenticate a partire dal welfare. Abbiamo riscoperto il significato di politiche pubbliche e il senso della comunità”. Il Segretario Generale della CNA tuttavia ha sottolineato che la pandemia ha evidenziato il ruolo fondamentale dell’intermediazione sociale, la preziosa funzione sociale svolta dai corpi intermedi. Non lo dico io ma è la storia a decretare la fine della disintermediazione”. “Coinvolgere le parti sociali nella definizione delle traiettorie di sviluppo risponde all’interesse generale. In questo senso sarebbe un segnale importante la partecipazione del presidente del consiglio Mario Draghi alla nostra assemblea nazionale”.

Silvestrini poi si sofferma sulle priorità del paese, dalla sfida dell’innovazione all’invecchiamento demografico. “Un paese che non fa figli è destinato alla decadenza. Occorre una vera e propria rivoluzione partendo dal principio che proteggere le donne significa assicurare una prospettiva all’Italia”.

Il Segretario generale della CNA sottolinea poi la necessità di crescita culturale e di cambiamento che “riguarda tutti. Tutti siamo coinvolti in questo processo”. Fondamentale è la formazione, è “la conditio sine qua non che deve essere estesa anche agli autonomi e agli imprenditori” ma occorre anche uscire da una visione orizzontale della società. “Si deve tornare a premiare gli educatori e gli insegnanti e riconoscere il merit

E' siciliana di trapani
la nuova presidente nazionale
di CNA Impresa Donna

“L’innovazione è la sfida principale che deve affrontare il Paese e per vincerla è determinante l’universo femminile”. Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, partecipa all’assemblea di CNA Impresa Donna, e sottolinea la necessità per la società italiana di “cambiare, crescere culturalmente” e in questo processo le donne devono offrire un contributo determinante perché “sono più aperte al cambiamento e sono più creative”. Non sono parole retoriche e tantomeno un cortese omaggio ma una verità che deve essere declinata nelle scelte per guardare al futuro con ottimismo. Silvestrini e la presidente di CNA Impresa Donna, Maria Fermanelli, sono stati intervistati dalla giornalista del Corriere della Sera Antonella Baccaro dopo il messaggio inviato dalla Ministra per le Pari opportunità Elena Bonetti che ha espresso apprezzamenti alla CNA per i contributi positivi e la collaborazione nella costruzione di un ambiente nuovo, per ridurre le disparità di genere. “E’ necessario promuovere il femminile anche nell’imprenditoria – ha detto Bonetti – sviluppando adeguati strumenti di welfare”.

Maria Fermanelli ha evidenziato che “la vera sfida è portare le tutele esistenti nel lavoro dipendente anche nel lavoro autonomo. E’ complicato, complesso ma è la strada da intraprendere”. La presidente di CNA Impresa Donna ha poi evidenziato il ruolo delle piccole imprese. “La nostra indagine mostra che nelle micro imprese sostanzialmente non esiste disparità retributiva tra uomini e donne. Le piccole attività sono portatori di opportunità, dobbiamo uscire dal luogo comune che sono un ostacolo allo sviluppo. Non è vero che tutti i piccoli imprenditori vogliono crescere – ha detto – invece è assolutamente vero che tutti vogliono diventare migliori”.

Per Silvestrini la fase che stiamo vivendo “ci ha fatto scoprire di nuovo parole dimenticate a partire dal welfare. Abbiamo riscoperto il significato di politiche pubbliche e il senso della comunità”. Il Segretario Generale della CNA tuttavia ha sottolineato che la pandemia ha evidenziato il ruolo fondamentale dell’intermediazione sociale, la preziosa funzione sociale svolta dai corpi intermedi. Non lo dico io ma è la storia a decretare la fine della disintermediazione”. “Coinvolgere le parti sociali nella definizione delle traiettorie di sviluppo risponde all’interesse generale. In questo senso sarebbe un segnale importante la partecipazione del presidente del consiglio Mario Draghi alla nostra assemblea nazionale”.

Silvestrini poi si sofferma sulle priorità del paese, dalla sfida dell’innovazione all’invecchiamento demografico. “Un paese che non fa figli è destinato alla decadenza. Occorre una vera e propria rivoluzione partendo dal principio che proteggere le donne significa assicurare una prospettiva all’Italia”.

Il Segretario generale della CNA sottolinea poi la necessità di crescita culturale e di cambiamento che “riguarda tutti. Tutti siamo coinvolti in questo processo”. Fondamentale è la formazione, è “la conditio sine qua non che deve essere estesa anche agli autonomi e agli imprenditori” ma occorre anche uscire da una visione orizzontale della società. “Si deve tornare a premiare gli educatori e gli insegnanti e riconoscere il merit

CAF CNA supera i 400mila 730
e punta sul digitale
per il nuovo futuro

Con grande soddisfazione la campagna 730/2021 si è conclusa con un risultato positivo, che ci ha permesso di superare la soglia dello scorso anno. Il risultato definitivo dei 730/2021 trasmessi all’Agenzia delle entrate è infatti di 400.335.
“Si tratta di un risultato certamente non scontato – afferma il direttore Roberto Vitale – che registriamo in un momento difficile, condizionato oltre che dall’emergenza sanitaria, anche dalle difficoltà riscontrate con alcuni clienti in questo primo anno in cui era necessario documentare il pagamento degli oneri detraibili e deducibili con strumenti tracciabili“.
“Ci sono ancora margini di crescita per il nostro sistema – afferma Armando Prunecchi, presidente del CAF CNA – occorre recupere i numeri persi nelle strutture territoriali che quest’anno hanno patito qualche difficoltà. Dobbiamo migliorare le interazioni con CNA Pensionati, posto che ad oggi è ancora molto ampio il bacino di pensionati associati che non elaborano il 730 presso il nostro CAF. Al tempo stesso è necessario intervenire anche valorizzando il sistema presso tutti quei pensionati che si rivolgono al CAF per il 730 e gli altri servizi e non hanno la tessera associativa di CNA Pensionati. Inoltre, ritengo sia necessario puntare ancor più sugli strumenti digitali messi in campo per effetto della pandemia, aiutando i clienti ad utilizzare il caricamento dei documenti attraverso il nostro portale o l’app “scatta” e la firma digitale. Si risparmiano tutti i costi di archiviazione ed il tempo impiegato dal personale in questa attività.  Sono strumenti nuovi che abbiamo sperimentato nel 2021 e che stiamo migliorando – conclude Prunecchi – per renderli ancora più efficaci per il prossimo anno. Occorre che siano più diffusi,  più facili da usare e quindi promossi da tutti i nostri operatori che hanno il contatto diretto con il cliente“.
Un particolare apprezzamento per il lavoro svolto va a tutte le strutture territoriali convenzionate con la società, senza dimenticare la bravura e professionalità delle colleghe che operano, come supporto di consulenza e qualità, nella nostra struttura centrale.